Il Nulla e l’Incanto – recensione di Florin Hanis

 

Cesena, sabato 23 maggio 2015

Presentazione del libro di poesie di Rolando Rizzo “Il nulla e l’incanto”. (Societa Editrice”Il Ponte Vecchio”)

7ItRomDSC_8262Intervento durante la presentazione alla libreria Giunti di padre Florin Hanis parroco della Comunità romena ortodossa di Forlì

Partecipo con gioia a questa giornata di amicizia con la Chiesa e con la comunità cristiana avventista di Cesena.

Domenica 26 aprile abbiamo vissuto a Forli un’altra bellissima giornata di amicizia con i fratelli cattolici della
parrocchia di San Giovanni Evangelista dove ha sede il circolo ACLI “Oscar Romero”, in cui conviviamo e collaboriamo insieme cattolici, avventisti,ortodossi romeni e altre persone di buona volontà.

Da molti anni la Chiesa ortodossa romena crede nel grande valore del dialogo ecumenico, perché i cristiani di diversa confessione hanno in comune un patrimonio: la fede in Gesù Cristo e in Dio che è amore: qualcosa di molto più grande di ciò che li divide.
Inoltre le nostre differenze possono essere una ricchezza, anche se, con il dialogo e una migliore conoscenza reciproca
possiamo superare parecchi elementi divisori che non derivano spesso dalla fede e dalla diversa storia spirituale ma
dal peso di antichi contrasti.

Come parrocchia ortodossa romena di Forlì,oltre al dialogo e
all’impegno ecumenico, abbiamo praticato e pratichiamo anche il dialogo interreligioso con l’Islam e con l’Ebraismo, partecipando a varie iniziative e incontri promossi dal circolo ACLI “Oscar Romero” presieduto da Pierantonio Zavatti
o dal gruppo diocesano coordinato da don Enrico Casadio, l’abate di San Mercuriale.
Oggi ci troviamo qui a Cesena per condividere la presentazione delle poesie di Rolando Rizzo, che circa un mese fa sono state proposte anche a Forfì durante la festa dell’amicizia italo-romena presso Ia chiesa di San Giovanni Evangelista guidata da don Erio Castellucci.

Non sono un critico letterario e non sono in grado di esprimere un giudizio estetico. Oltretutto sono molto impegnato sul piano pastorale e non posso dedicare alle letture di testi poetici e letterari tutto il tempo che vorrei.

Nella lettura del libro di poesie dell’amico Rolando
Rizzo “Il nulla e l’incanto ” mi sono soffermato soprattutto sui componimenti la cui comprensione mi è risultata più immediata e devo dire che ho provato emozioni, sentimenti, pensieri che mi hanno fatto “star bene”.
Capisco quindi quello che dice l’autore nella sua prefazione, che il motivo principale per cui ha deciso di pubblicare i suoi versi è il fatto che, a prescindere dal loro valore artistico, secondo le testimonianze che ha avuto da vari lettori, le sue poesie “fanno del bene…E sarebbe un peccato farle morire”.

Le poesie di Rolando esprimono una fede in Dio non puramente dottrinaria ma densa di umanità anche se come pastore ha certo una buona preparazione teologica.
Si sente nei versi l’amore per i fratelli e le sorelle, specialmente per coloro che hanno particolari motivi di sofferenza, Per i piccoli, per gli oppressi, per i poveri, e fra questi gli emigrati, una condizione che lui stesso conosce bene avendola vissuta sulla sua pelle fin dalla partenza in giovanissima età dalla Calabria,la sua terra natale.
So anch’io che l’emigrazione dal Sud verso il Nord dell’Italia è stata un’esperienza dura per gli oltre dieci milioni di italiani che l’hanno vissuta e in qualche poesia Rolando ne fa cenno, quando parla della bellezza del mondo che ha dovuto lasciare e delle difficoltà che ha dovuto affrontare.
Nell’ incontro di presentazione del libro a Forlì un’amica
della mia parrocchia ha letto alcune strofe del poemetto “Mi ha raccontato un fratello romeno” (pagg. 90-102). In queste liriche scritte nel 2008, sette anni fa, c’è un grande amore per la Romania rappresentata con sensibilità e con efficacia nei suoi luoghi più significativi e c’è anche tutta la passione dell’emigrato che ha nel cuore la nostalgia per il suo paese di origine, ma anche l’apprezzamento dei doni e delle opportunità che gli offre la nuova esperienza in Italia. infatti ognuno di noi è anche cittadino del mondo e ovunque può testimoniare la propria concezione della vita i propri
valori e la propria fede.

Fra le poesie che mi piacciono particolarmente cito “Il canto della Maddalena” (pag.16),una poesia giovanile del 1965 scritta quindi da Rolando mezzo secolo fa quando aveva una ventina d’anni, e “Notte stellata” (pag.26) del 1968, anche questa a Firenze dove Rolando ha studiato. Mi sembra che queste poesie giovanili abbiano una particolare freschezza.
Ma mi piace anche l’intensità e la profondità di testi poetici più recenti, come il racconto del fratello emigrato che ho già citato e come l’ultima poesia pubblicata nel libro, “Il canto di lode al Signore, Dio di Gesù Cristo” scritta a Forlì tre anni fa, poco dopo il suo arrivo in Romagna, con i suoi versi iniziali *Grazie per le Tue orme, Signore/ Signore di Betlemme e della croce della Maddalena e del ladrone crocifisso/ noi crediamo/ Faticosamente crediamo/perché destinati a questo tempo confuso..avaro di albe e di rugiade…”

Ringrazio anche a nome della mia parrocchia Rolando per aver proposto le poesie anche nella traduzione in lingua romena, che è un segno di affetto per una popolazione che ha conosciuto come pastore.

Concludo questo mio intervento dicendo che come direttore del coro della parrocchia romena di Forlì e come persona che ama la musica, che sia nelle espressione religiosa sia in quella popolare è una parte importante della cultura romena, ho apprezzato anche una certa musicalità che ho trovato
soprattutto in alcune poesie, una musicalità interiore che non ha bisogno di esprimersi in rime particolari.

Per finire, anche a nome della mia parrocchia ringrazio di cuore la Chiesa avventista di Cesena per questa bella occasione di incontro che rafforza la nostra amicizia.

p. Florin Hanis

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